Il "compito" del clown-dottore comprende tre campi di competenza correlti tra di loro: artistico -musica, personalità propria, improvvisazione-; relazionale -ascolto, percezione del contesto ,relazione con il personale medico, comprensione della situazione della famiglia e necessità dello sviluppo del bambino-; terapeutico -apprendimento della propria funzione, conoscenza pratica dell'eziologia delle diverse malattie, farmaci e dei loro effetti collaterali.
Durante le sue attività, il clown-dottore impara ad utilizzare diverse emozioni, che riesce ad esprimere in diversi modi ,utilizzando anche testi preparati o affidarsi a improvvisazioni.
Le messe in scena possono essere differenti tra loro, perchè il clown può ampliare notevolmente la sperimentazione teatrale, rispettando sempre i limiti che il bambino gli impone, l'importante è non soffermarsi mai troppo su un' emozione forte.
Il clown si sofferma molto sull' espressioni del viso e del corpo perchè sono uno strumento per una comunicazione efficace rispetto alla comunicazione verbale.
Nella clownterapia, il "pagliaccio" ha il compito di permettere al bambino malato di leucemia di distinguere fra se stesso e la malattia. Spesso quando il bambino si trova a vivere l'esperienza ospedaliera ,viene "catalogato" per la sua malattia, perdendo così il contatto con la persona "sana" che è in lui, considerandosi ad esempio non più un bamino colpito da leucemia, ma solamente un leucemico. Il clown-dottore sarà allora di aiuto non solo per il paziente ,ma anche per chi si prende cura di lui, particolarmente dei genitori, incoraggiandoli a ritrovare un atteggiamento positivo; inoltre il clown è una figura importante per i bambini che non possono giocare in prima persona a causa della loro malattia.
Durante le sue attività, il clown-dottore impara ad utilizzare diverse emozioni, che riesce ad esprimere in diversi modi ,utilizzando anche testi preparati o affidarsi a improvvisazioni.
Le messe in scena possono essere differenti tra loro, perchè il clown può ampliare notevolmente la sperimentazione teatrale, rispettando sempre i limiti che il bambino gli impone, l'importante è non soffermarsi mai troppo su un' emozione forte.
Il clown si sofferma molto sull' espressioni del viso e del corpo perchè sono uno strumento per una comunicazione efficace rispetto alla comunicazione verbale.
Nella clownterapia, il "pagliaccio" ha il compito di permettere al bambino malato di leucemia di distinguere fra se stesso e la malattia. Spesso quando il bambino si trova a vivere l'esperienza ospedaliera ,viene "catalogato" per la sua malattia, perdendo così il contatto con la persona "sana" che è in lui, considerandosi ad esempio non più un bamino colpito da leucemia, ma solamente un leucemico. Il clown-dottore sarà allora di aiuto non solo per il paziente ,ma anche per chi si prende cura di lui, particolarmente dei genitori, incoraggiandoli a ritrovare un atteggiamento positivo; inoltre il clown è una figura importante per i bambini che non possono giocare in prima persona a causa della loro malattia.
Per molti può sembra una cosa da niente la clownterapia, ma per dei bambini che purtroppo sono costretti per vari problemi a passare un periodo in ospedale è un gran solievo e passa tempo perchè cosi hanno dei momenti di gioia e distrazione e li incoraggia a fare le loro cure con più forza.
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