Navigando in un social network ho trovato questa poesia, e la trovo molto azzeccata per il mio blog, e penso faccia molto riflettere....



Sai quanto pesa la lacrima di un bambino viziato?
Meno del vento.
Sai quanto pesa la lacrima di un bambino che soffre?
Più del mondo.
GIANNI RODARI
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-4725>

CHIODO CERCA CHIODO.. un racconto per riflettere

Ho raccontato questa storia un numero pressoché infinito di volte, fino ad averne quasi la nausea. E non va bene, se la storia della tua vita (o, almeno, di una parte di essa) ti fa venire l’angoscia. Ma può capitare e il segreto per superare ciò sta tutto in quel ‘quasi’, nella sua gestione, nel vedere il bello anche dove sembra impossibile esserci.
Mi chiamo Giovanni. Gli amici mi chiamano Spit. Spit è metà del mio cognome ed è anche il nome di una specie di chiodo usato in arrampicata: resta dove lo pianti, tenace e piuttosto affidabile. Per questo il soprannome datomi mi è sempre piaciuto.
Nel settembre del 2009 ho preso una decisione, abbastanza ponderata e di cui andavo decisamente orgoglioso: mi sarei fatto tipizzare, sarei diventato un potenziale donatore di midollo osseo e avrei provato a salvare la vita a qualcuno. Avevo già l’appuntamento fissato in ospedale. La vita, però, è strana e le cose non vanno quasi mai secondo i nostri progetti.
A novembre di quello stesso anno ho iniziato a stare poco bene: lividi, mal di testa continui, fatica nel fare ogni cosa e altri fastidi. Ho cominciato a preoccuparmi e un esame del sangue ha chiarito ogni dubbio: aplasia midollare idiopatica. Midollo osseo vuoto, praticamente. Ironico.
Non sarei mai diventato donatore di midollo osseo, anzi, avrei avuto bisogno io stesso di qualcuno molto simile a me, nelle intenzioni e nella compatibilità HLA. Dopo la diagnosi non è stato possibile trovarlo nel Registro, per cui ho iniziato un percorso di terapie in ospedale e cure farmacologiche. Sono stati giorni difficili, per me, la mia famiglia, i miei amici. Un ricovero si affronta sempre in team e, di quei giorni, mi piace ricordare ‘il nido’ di umanità e competenza che ho trovato nella divisione di ematologia dell’ospedale di Vicenza. Sono uscito diverso da quel reparto. Malconcio e provato nel fisico, ma sicuramente più affilato, come un coltello: ho capito che, pur non potendo mai donare il mio midollo osseo, sarei comunque stato in grado di fare la differenza. Forse per me stesso, sicuramente per qualcun altro.
Alcuni volontari ADMO di Bassano del Grappa (primo fra tutti Alessandro Pegoraro) e io abbiamo deciso di iniziare dalle scuole. Parlare ai ragazzi, spiegare loro la necessità etica e pratica di diventare donatori di midollo osseo, fondamentalmente… persone attente al loro prossimo. E abbiamo raccolto subito ottime risposte: nel 2010 i tipizzati della città sono stati oltre 500. Ma poiché è necessario arricchire il Registro di potenziali donatori con caratteristiche genetiche diverse tra loro, è apparsa evidente la necessità di varcare i confini del comune. Passo successivo: la provincia, sempre coinvolgendo le scuole e mettendo a punto eventi di sensibilizzazione di ogni genere.
Eppure anche la provincia si è rivelata piccola…
E mentre ci impegnavamo a pensare in grande, ho avuto la fortuna di conoscere Pietro Dal Prà, grande arrampicatore, tipizzato e testimonial ADMO. Ecco l’idea giusta! Chi pratica l’arrampicata ha una naturale attenzione per il compagno di cordata, al quale affida la propria vita o della cui vita deve rispondere. E di arrampicatori ce ne sono non soltanto in tutt’Italia, ma in tutto il mondo!
Abbiamo così iniziato a partecipare ai grandi eventi nazionali, per parlare, raccontare, spiegare, informare. Abbiamo anche realizzato T-shirt a tema ADMO, attualmente indossate dal Nord al Sud del nostro Paese (e non soltanto!).
Oggi, a un anno dal nostro incontro, Dal Prà e io siamo pronti a partecipare al Melloblocco, il più grande evento di arrampicata d’Europa: abbiamo macchine e furgoni carichi di magliette, pieghevoli, poster, adesivi e quant’altro possa essere utile per la sensibilizzazione dei potenziali donatori; abbiamo creato ‘Climb for life’, iniziativa promossa e sostenuta da ADMO per parlare di donazione a un pubblico internazionale, senza frontiere. E Adam Ondra, il più forte arrampicatore del mondo, di origine ceca, è stato tipizzato all’inizio del 2011.
Ma ancora non basta.
Voglio continuare a non sentirmi appagato dalle iniziative che stiamo mettendo a punto perché l’appagamento è il primo passo per fermarsi. Voglio continuare a essere insoddisfatto il più a lungo possibile. Voglio pensare solo alle cose da fare (su quelle già fatte posso soffermarmi quando mi sento troppo stanco e cotto per continuare), perché è necessario andare sempre avanti - senza vincoli, confini, bandiere - non dimenticando mai lo scopo di quanto sto condividendo con altri amici: far sì che nessuno, un giorno, debba andarsene perché il suo ‘donatore-medicina’ non c’è. E, magari, se avanza tempo non vorrei andarmene neppure io.
Giovanni Spitale


TRATTO DA: http://www.admo.it/18-470-1-storie-vere-chiodo-cerca

UN'ALTRA GRANDE ASSOCIAZIONE..L' ADMO


ADMO: associazione di donatori di midollo osseo, lo scopo principale dell'associazione  è quello di informare la popolazione che esiste una possibilità di “sconfiggere” la leucemia attraverso la donazione e trapianto di midollo osseo.
Si valuta che in Italia siano necessari circa 1.000 nuovi donatori effettivi all'anno, proprio per questo l' ADMO “cerca/recluta” donatori girando per le scuole, piazze e fabbriche, proprio per informare che esiste una possibilità di guarire da questa bruttissima malattia, ma questo è possibile solo se ci sono donatori, perchè la compatibilità tra midollo osseo è 1 su 100000 mila.

Maggiori informazioni sono disponibili qui: http://www.admo.it/





AIL


L'associazione italiana in primis che lotta contro le leucemie linfomi e mielomi è l'AIL.
Questa associazione raccoglie fondi per la ricerca, questi sono il risultato di donazioni e guadagni ricavati dalle vendite di stelle di natale, uova e colombe pasquali nelle piazze Italiane e ospedali.
L'associazione principalmente è composta da volontari, tutti possono aiutare.
Durante il mio ultimo anno delle superiori, la "mia" scuola ha deciso di collaborare con l'AIL, ed io personalmente ho aderito. Assieme a delle mie compagne durante il periodo natalizio, abbiamo venduto le stelle di natale presso l'ospedale di Bassano Del Grappa.











Ecco il sito di questa grandiosa associazione: http://www.ail.it/

PALLONCINI..CHE PASSIONE

Quando qualcuno nomina un clown, la prima cosa a cui lo associamo sono i palloncini, ormai con i     palloncini si possono creare un moltitudine di figure, dalla spada al cagnolino, alla margherita.

I palloncini che vengono utilizzati si chiamano palloncini "modellabili" comunemente chiamati "palloncini lunghi". Questi sono adatti per assumere diverse forme e per essere modellati ,per gonfiarli però è necessario ricorrere ad una pompetta specifica per questa tipologia di palloncini, perchè lo spessore del lattice non consente il gonfiaggio a bocca.
Risulteranno difficili le prime esperienze con la manipolazione dei palloncini, perchè quest'ultimi tendono a scoppiare facilmente.
Basta avere un pò di tenacia e tanta forza di volontà che verrà poi ripagata con i sorrisi dei bambini, destinatari delle più svariate forme!
E' risaputo, i palloncini affascinano chiunque, dai i più piccini agli anziani, tutti restano incantati dai loro colori e leggerezza!

ANCHE TU POTRESTI ESSERE UN "CLOWN"

Tutti possono diventare dei "clown terapeutici", anche tu; non c'è un test che attesti se puoi essere o no un clown, soprattutto perchè le doti fisiche ,la conoscenza della natura umana ,le abilità taetrali ,la furbizia, l'immaginazione, la comicità, la sorpresa  e tutte le caratteristiche proprio di un clown, si possono IMPARARE!
Una cosa essenziale e necessaria è la volontà di far divertire e donare qualcosa agli altri; non ci sono limiti di età e discriminazioni di genere, si può dedicare a questa attività poche o molte ore, la cosa fondamentale però e che la cosa che si sta facendo sia divertente anche per se stessi.
Si possono imparare a fondo alcune abilità circensi come giocoleria, equilibrismo, magia, ecc , ognuno si specializzerà nel campo in cui si sente più a proprio agio e riesce a svolgerlo al meglio.
Il trucco e il costume liberano da ogni paura di sbagliare e dall' imbarazzo.
Un carattere positivo e curioso sono caratteristiche  per diventare un BUON clown.
Il clown in ospedale deve saper far sorridere mettendo in risalto i difetti e le debolezze umane, in modo sempre folle , esagerando , compiendo anche azioni impreviste con una grande quantità di energia che sprizza dal corpo ,dai movimenti, dalla voce, dalle battute ; l' importante è rimanere coerente al proprio personaggio per tutto il tempo in cui si appare a qualcuno in veste da clown!